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    May 29

    Aspettando

    Musica forte sopra i pensieri
    a tutto volume guido per la città
    guai a fermarsi, ripenso a ieri,
    a quella mia grande ingenuità
     
    Ci ho scommesso tutto,
    ci ho provato, sai -
    il tempo volge al brutto
    grandine e pioggia - sole mai
     
    Aspettando un segno
    scritto su uno schermo
    sogno un chiaro disegno
    l'estate dopo l'inverno
     
    Mille pensieri si affollano
    chissà se c'è quello giusto
    nuvole grigie già corrono
    nel cielo ridono di gusto
     
    Di questa vita finora sprecata
    di ogni parola non detta - inghiottita
    prima di uscire nel mondo dal cuore,
    di questa vita negata all'amore
     
    Aspettando un segno
    scritto in un e-mail
    vivo l'interregno
    tra i pensieri miei
     
    Si allaga la mia strada
    piove tutta la giornata
    e vada come vada:
    passerà questa nottata
     
    Ho ripreso la mia vita nelle mani
    ho deciso di guardare al domani
    credendoci, impegnandomi,
    amandoti, amandomi
     
    Aspettando un segno
    scritto nel presente
    spero di esser degno
    di avere anche un futuro
     
    Aspettando un sogno
    vivo nel presente
    penso già al futuro
    con te nella mia mente...
     

    Chi mi legge sa chi è il mio futuro e chi il mio sogno...
     
     

    Ho trovato su un altro space questa interessante considerazione:
     
    ...quando smetti di sperare inizi un po' a morire...
     
    ...in pratica quello che ho vissuto il 17 maggio.
    May 28

    Rimorsi o rimpianti?

    Nell'infinita serie di riflessioni che si possono trovare sul web su "è meglio vivere di rimpianti o di rimorsi?", ho deciso di riportare la mia personale esperienza.
     
    Negli ultimi sedici anni ho vissuto quasi esclusivamente di rimpianti.
     
    Inizialmente l'inazione, il non agire era originato dal desiderio di non fare star male la donna che allora amavo: quando, trovandosi lei nella condizione di scegliere tra me e un altro, mi disse:
    "Mi sento come se camminassi sulla lama di un rasoio, da una parte ci sei tu e dall'altra lui, e ognuno mi tira a sé mentre io mi taglio i piedi".
     
    Io - cavallerescamente, innamorato - le ho detto "piuttosto che tu ti tagli i piedi, mi faccio da parte io".
     
    E in silenzio ho assistito, nel conflitto interiore più lacerante, al formarsi di una coppia - che non è durata -, all'esultanza di lui - palese vincitore della tenzone-, all'infelicità di lei.
     
    Da quella volta, ho vissuto di azioni non compiute, di "come sarebbe stato se..."
     
    A questo punto, quando ho esattamente il doppio dell'età che mi vide protagonista di questo harakiri del cuore e della volontà, credo di aver compreso bene la lezione.
     
    Sono meglio i rimorsi: gli errori saranno colpa tua, ma le gioie potrai viverle appieno.
     
    Per questo mi sono mosso come ho fatto, ieri. Vada come vada, il futuro è di nuovo aperto, sia nel sì sia nel no. Sono emozionato per l'attesa, spero nel positivo ma accetterò qualunque risultato.
     
    E ora via, di nuovo al lavoro! E festeggiamo con un panino di kebab!
    May 27

    Tempo e matrimonio

    27 maggio - ore 12.10
     
    Ho trovato alcune riflessioni sul matrimonio in questo sito, riporto quelle che mi han colpito:
     
    Il matrimonio semplifica la vita, ma complica la giornata.
    Edmond Rostand
     
    Ti rendi conto che stai passando troppo tempo sulla Rete quando tua moglie dice che la comunicazione è importante in un matrimonio, e allora compri un altro computer ed installi un'altra linea telefonica cosicchè voi due possiate fare chat.
    Anonimo
     
    Il matrimonio felice è un edificio che deve essere ricostruito tutti i giorni.
    Andrè Maurois
     
     
    ...quanto è vero...

    Romanticismo

    Altro intervento rimasto in sospeso...
     

     
    24 maggio 2007 - ore 2.18
     
    Il romanticismo psicologico è un fatto di sensibilità, uno stato di eccessiva o permanente impressionabilità, irritabilità, reattività.
    Domina l'amore dell'irresolutezza, l'inquietudine e l’irrequietezza che si compiacciono di sé e si esauriscono in sé.
    La più caratteristica parola del romanticismo tedesco è la Sehnsucht (male del desiderio, caratterizza tutte le epoche ma si qualifica in modo specifico nel romanticismo storico), un desiderio che non può mai raggiungere la propria meta, perché non la conosce o non vuole conoscerla: è irrealizzabile perché indefinibile, è la ricerca del desiderio, desiderare di desiderare, un desiderio inestinguibile e proprio per questo trova in sé pieno appagamento.
    L'uomo romantico soffre della sua sensibilità troppo acuta e non cerca di risolvere i dilemmi e se risolti ne crea altri perché sono l’essenza della propria esistenza.
    Questo romanticismo psicologico è sempre esistito, è una categoria dello spirito.
     
     
    In più ci aggiungiamo lo Streben, il romantico anelito di pacificazione tra poesia individuale e "prosa del mondo".
     
     
    Bene... ho dato un nome a quel che provo, a quel che sono: un sognatore romantico.
     

    Una strana partita

    Avevo parcheggiato questo intervento, anziché pubblicarlo subito.
    Lo pubblico ora cha la partita si è sbloccata. La medicina sta facendo il suo effetto, ma non è il solo medicamento.
     
    Il re ha mosso, vedremo se la partita avrà due vincitori o due abbandoni - non ci saranno perdenti.
     

    26 maggio - pomeriggio
     
    Pare che la "medicina" stia facendo il suo effetto...
    Per come la vedo, in questo momento è come se stessi giocando una partita a scacchi. E non si capisce chi dei due giocatori debba fare la sua mossa, perché non si è sentito nessuno dire "passo".
     

    Chess game

    Day after day, night after night,
    Your funny smile is leaving my thoughts.
    It's looking good to me,
    but I know that I think so much to you
    and more and more and even more
    that when it seems you're whole gone out,
    again I find you inside, deep in my heart...
    It isn't so easy to forget you!
     
    And it would be nice to meet you
    But it wouldn't be good
    And I know I must not.
    But deep in my heart, I hope and I hope again
    You ring the bell and come in
     
    In the same chess game together we stay
    Like white Queen near the King:
    no one can do a move
    or the other will soon die

    Cambio titolo!

    Ho deciso di cambiare titolo al mio space: non è mai stato un blog aziendale, quindi netecmedia non aveva più senso.
     
     
    Il significato adesso è più vicino al significante:
    the thinking place è il pensatoio
    αραιές σκέψεις ( araiés sképseis ) in greco vuol dire pensieri sparsi
     
    Ero indeciso se aggiungere anche thoughts without music ma già così come titolo è lungo...
     
    Tra l'altro: è interessante come oggi la parola scettico (colui che non crede) deriva esattamente da skeptikòs, cioè pensatore, mentre oggi scettico in greco si dice δύσπιστος (dyspistos) cioè esattamente colui che non crede...
     
    La solita guerra tra ragione e sentimento: a pensar troppo non si sente più.
     
    May 25

    In cerca di te, indimenticabile

    Ieri in auto ascoltavo il CD Swingin' - Parte seconda, e ho trovato una canzone che, nelle parole, mi riflette moltissimo:

    IN CERCA DI TE

    (Sciorilli - Testoni)
     
    Solo me ne vo per la città
    passo tra la folla che non sa
    che non vede il mio dolore
    cercando te, sognando te, che più non ho.

    Ogni viso guardo e non sei tu
    ogni voce ascolto e non sei tu
    Dove sei perduto amore?
    Ti rivedrò, ti troverò, ti seguirò.
     
    Io tento invano di dimenticar
    il primo amore non si può scordar
    è scritto un nome, un nome solo in fondo al cuor
    ti ho conosciuto ed ora so che sei l'amor,
    il vero amor, il grande amor.
     
    Solo me ne vo per la città...
     
    Ho evidenziato in blu ciò che racconta in particolare come mi sto sentendo, in questi giorni.
    Ho scritto in grigio invece quello che non corrisponde per nulla o in parte, e ho evitato di riportare più volte il ritornello...
     
    Stamattina invece:
     

    Unforgettable

    words and music by irving gordon
     

    Unforgettable, that's what you are
    Unforgettable though near or far
    Like a song of love that clings to me
    how the thought of you does things to me
    Never before has someone been more

    Unforgettable in every way
    And forever more, that's how you'll stay
    That's why, darling, it's incredible
    That someone so unforgettable
    Thinks that I am unforgettable too

    Unforgettable in every way
    And forever more, that's how you'll stay
    That's why, darling, it's incredible
    That someone so unforgettable
    Thinks that I am unforgettable too

             

    Indimenticabile, ecco quel che sei
    Indimenticabile, vicino o lontano
    come una canzone d'amore che si attacca a me
    come il pensiero di te mi fa cose
    mai nessuno prima è stato di più

    Indimenticabile in ogni senso
    e per sempre di più, così è come rimarrai
    ecco perché, tesoro, è incredibile
    che qualcuno così indimenticabile
    pensi che anche io sia indimenticabile

    Indimenticabile in ogni senso
    e per sempre di più, così è come rimarrai
    ecco perché, tesoro, sia incredibile
    che qualcuno così indimenticabile
    pensi che anche io sia indimenticabile

     

    cantata da Nat King Cole prima, e da Natalie Cole con la voce del padre poi.

     
     
    May 24

    Scale e sogni

    Mother to Son

    by Langston Hughes

    Well, son, I'll tell you:
    Life for me ain't been no crystal stair.
    It's had tacks in it,
    And splinters,
    And boards torn up,
    And places with no carpet on the floor—
    Bare.

    But all the time
    I'se been a-climbin' on,
    And reachin' landin's,
    And turnin' corners,
    And sometimes goin' in the dark
    Where there ain't been no light.
    So, boy, don't you turn back.
    Don't you set down on the steps
    'Cause you finds it's kinder hard.
    Don't you fall now—
    For I'se still goin', honey,
    I'se still climbin',
    And life for me ain't been no crystal stair.

           

    La madre al figlio

    di Langston Hughes

    Figliolo, ti dirò una cosa:
    la mia vita non è stata una scala di cristallo.
    C'erano chiodi,
    e schegge,
    e tavole sconnesse,
    e tratti senza tappeto:
    nudi.
    Ma continuavo
    sempre a salire,
    raggiungevo un pianerottolo,
    svoltavo un angolo,
    e certe volte entravo nel buio
    dove non c'era luce.
    Perciò, figliolo, non tornare indietro.
    Non sederti sui gradini
    perché ti è faticoso andare.
    Non cadere adesso:
    perché continuo ancora, tesoro,
    ancora mi arrampico
    e la mia vita non è stata una scala di cristallo.

     
     
    Questa scala sto salendo, e per il momento ho energie che non sospettavo. Ma sempre Hughes ha scritto un'altra poesia:
     

    What happens to a dream deferred?
    Does it dry up like a raisin in the sun?
    Or fester like a sore
    And then run?
    Does it stink like rotten meat?
    Or crust and sugar over
    like a syrupy sweet?
    Maybe it just sags
    like a heavy load.
    Or does it explode?

           

    Che cosa accade ad un sogno rinviato?
    Si asciuga come uva passa al sole?
    O si infetta come una ferita
    e sanguina?
    Puzza come carne marcia?
    O fa la crosta e lo zucchero sopra
    come un dolce sciropposo?
    Forse solo si comprime
    come un carico pesante.
    O esplode?

    Tuffarsi, immergersi, perdersi

    Tuffarsi nel lavoro,
     
    Immergersi nel quotidiano,
     
    Perdersi nei mille dettagli:
     
    Ecco l'antidoto a questa malattia,
     
    Ecco il rimedio, l'antibiotico
     
    Che può debellare il morbo
     
    Antico e soverchio.
     
    Ma la sera, la notte,
     
    Ancora qualche sussulto
     
    Ancora qualche colpo di coda
     
    Ancora si agita
     
    Come un'inafferrabile anguilla.
     
    Morfeo prendimi,
     
    Copri tu i miei pensieri
     
    Di un sonno senza sogni,
     
    Ché non ce ne siano
     
    Da fare star male
     
    Me e i miei cari.
    May 22

    Sussurri e considerazioni

    Cercando con Google lumi per capire se e come uscire dai sentimenti ondivaghi che provo in questi giorni, ho trovato questa citazione, da una situazione per certi versi affine alla mia:
     
    L'irrompere della presenza dell'altro nella nostra vita
    è qualcosa che nessun sentimento riesce a dominare.
    Martin Heidegger
     

     
    E da un'altra parte ho capito perché non mi sento di gridare, in questi giorni:
     
    Non gridare

    Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
     
    "Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"
     
    "Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.
     
    "Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
     
    "Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.
     
    E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
    Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
     
    Allora egli esclamò: "Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
    Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
     
    D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè? Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
     
    Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."
    Mahatma Gandhi
     
     
    ...Ho tanto bisogno di sussurrare...
    May 21

    Nomi, foto, privacy ed età

    Per rimediare alla mia ingenuità, ho rimosso le foto in chiaro dei miei allievi, in quanto ritratto di persone e dunque soggetto alla legge 196/2003 sulla privacy. In assenza del consenso dei diretti interessati - o dei loro genitori, se minorenni - non è possibile pubblicare ritratti di persone. Diverso è il caso di foto prese in occasioni pubbliche, in cui le singole persone non siano direttamente i soggetti della foto.
     
    Per questo, nell'attesa di ricevere un'autorizzazione alla pubblicazione, ho rimosso le foto. Al loro posto ho inserito le loro sagome, con i soli nomi.
     
    Questo perché, pur dovendo seguire la normativa vigente, continuo a essere molto contento dei risultati ottenuti da questo corso.
     
    I diretti interessati che fossero interessati ad una copia delle foto di gruppo non hanno che da contattarmi - per email o su MSN/Live Messenger, lasciandomi anche un messaggio offline. Provvederò a inviare loro le foto - oltretutto a risoluzione originale da 8 megapixel - nel modo che mi indicheranno.
     
    ...ma è giusto vivere in un mondo in cui si deve aver paura di pubblicare una foto di un gruppo di cui si è orgogliosi?

    Riflessioni e meditazioni con mio fratello

    Ho appena finito di chattare con mio fratello, abbiamo iniziato alle 2.30 e abbiamo finito alle 6.45.
     
    Mio fratello Leo mi ha aiutato a fare un po' di chiarezza dentro di me.
     
    Innanzitutto, chiarezza rispetto a me e mia moglie, che da oggi voglio che legga questo blog.
     
    E poi perché nelle difficoltà, anche se si è sposati da cinque anni e si sta insieme da tredici, ci si può lo stesso perdere per strada, dimenticarsi perché ci si è scelti, o - persino - fare finta di dimenticarsene.
     
    Credo che in me la parte che si è trovata - da ottobre ad oggi - in mezzo a svariate bordate della sorte abbia a un certo punto gridato basta!, e mi abbia fatto cercare degli appigli per cambiare realtà, visto che LA realtà non posso cambiarla.
     
    Emergenza rientrata?
     
    Non lo so, troppo presto per dirlo. Troppo fresco tutto.
     
    Avrà degli strascichi, senza dubbio. Ma passerà, come è successo 16 anni fa... Quella volta ci ho messo parecchio, a rimettermi in sesto: tre anni.
    Oggi non ho tre anni da permettermi, pochi giorni soltanto è il budget che mi do. Devo essere duro con me, ma purtroppo - di nuovo - la vita è altrove che non nei miei pensieri.
     
    Stamane andiamo a prendere le ultime documentazioni in Comune, poi si inizia con le procedure per l'adozione. Devo ritornare presto marito, e possibile padre: anni ci separano dal poter ricevere - se la riceveremo - una creatura in adozione, e più tempo si aspetta più tardi arriverà, e meno energie avremo per accoglierla.
     
    Affilerò il bisturi, e resecherò la parte di cuore malato che ho. Via, senza pietà: il medico pietoso uccise il paziente. E io son figlio di medico, chi meglio di me può saperlo...
     
    Via, via, non è tempo di esitar, su leviam! su leviam! Addio vette, addio cime, addio abissi e baratri. Già non eravate più così aguzze e così profondi come sedici anni fa, ora inizio a guardarvi di lontano.
     
    Buon giorno, mondo.

    Come mai / ma chi sarai

    21 maggio - ore 2.04
    Mi sono completamente ritrovato nel testo di Come mai di 883, in particolare in questi versi:
     
    [...]
    e poi mi trovo a scrivere
    chilometri di lettere
    sperando di vederti ancora qui.
    [...]
    E poi all'improvviso
    sei arrivata tu
    non so chi l'ha deciso
    m'hai preso sempre più
    una quotidiana guerra
    con la razionalità
    ma va bene purchè serva
    per farmi uscire.

    Come mai, ma chi sarai
    per fare questo a me
    notti intere ad aspettarti
    ad aspettare te
    dimmi come mai, ma chi sarai
    per farmi stare qui
    qui seduto in una stanza
    pregando per un sì.

    Gli amici se sapessero
    che sono proprio io
    [...]
     
    L'ho risentita oggi per caso in un negozio, l'ho canticchiata a mezza voce pensando alla mia condizione.
     

    Pensiero fisso

    21 maggio - ore 2.08
     
    Non ce la faccio, a non pensarti.
    Non so nemmeno se ci sto provando,
    ma non riesco a non pensarti.
    Non devo, non posso, ma non ci riesco.
     
    Sentire il cuore saltare nel petto
    al solo pensarti, a chiedermi dove potevi essere
    mentre in Piazza l'alabarda sventolava,
    mentre il sole sorrideva al vento.
     
    Mentre camminavo per la città
    pensavo a te
    Mentre ascoltavo gli amici parlare
    pensavo a te
    Mentre guardavo provare scarpe col tacco alto
    pensavo a te
    Mentre quel paio veniva scartato
    lo pensavo per te.
     
    I must not, I cannot - non devo, non posso
    mi ripeto all'infinito
    e all'infinito mi limito
    I cannot, I must not - non posso, non devo
    il terrore di agire
    il dolore del non poter dire
     
    Il mio cuore è in stallo,
    come quando non ci sono mosse da fare
    a scacchi tra re e cavallo,
    né per vincere né per rassegnare
     
    I must not, I cannot - non devo, non posso
    mi ripeto all'infinito
    e all'infinito mi limito
    I cannot, I must not - non posso, non devo
    il terrore di agire
    il dolore del non poter dire
     
    Sei ormai il mio pensiero fisso,
    difficile per me scacciarti via
    di tra le mie idee; un giorno scisso
    tra lavoro il dì e di notte nostalgia.
     
    Mi manca il tuo sorriso
    se penso a te
    Mi mancano i tuoi occhi
    e penso a te
    Faccio soffrire chi mi ama
    mentre penso a te
    Rischio di perdere tutto nella vita
    perché penso a te
     
    I must not, I cannot - non devo, non posso
    mi ripeto all'infinito
    e all'infinito mi limito
    I cannot, I must not - non posso, non devo
    il terrore di agire
    il dolore del non poter dire

    Gli occhi di A (Canzone senza musica)

    Ho scritto una canzone, ma non posso (nel senso del tedesco dürfen piuttosto che können) musicarla.

    Un'altra canzone, dovrei dire: cercandone una che potesse descrivere il mio stato d'animo, non sono stato in grado di trovarne una che cantasse oggi quel sentimento che provo di dedicazione artistica a una musa ispiratrice puramente astratta.

    Son dovuto ritornare a Dante per trovare quel sentimento. Una cosa che però - nel mio caso - definire amore non è assolutamente corretto, perché non è amore sotto nessun punto di vista.

    È contemplazione, è riflesso divino; è simile all'amor cortese, ma totalmente platonico e senza desiderio passionale.

    È il timore di perdere un'ispirazione, una vena poetica e artistica creduta sepolta e riscoperta per caso, grazie a due occhi di una dolcezza [...] che 'ntender no la può chi no la prova,

    Gli occhi di A

    Testo 17-11-2007 - non musicabile (a meno di gravi conseguenze), nonostante ci sia già la melodia per l'ultima riga 

    Non ho mai voluto di più,
    Non ho mai chiesto di più:
    Solo poterti vedere,
    Anche solo in una foto,
    Parlarti e sentire la tua voce:
    Questo era già molto,

    Per questo sentimento strano
    Vissuto tutto da lontano.

    Nei tuoi occhi mi son perso,
    Nell'immenso del cielo
    Sono l'azzurro più intenso,
    Sono il cristallo più vero.
    Sono limpide finestre sugli anni tuoi
    Sono il dono che hai per aver quel che vuoi.

    Questo è un sentimento strano
    Cresciuto solo e lontano.

    Di niente vive, di nulla muore
    Questa fitta che mi prende il cuore.
    Io la riconosco, ma non trovo chi la canti:
    Di aride parole riempiono il mondo in tanti,
    Le solite passioni, le stanche melodie,
    Canzoni di Amori e gelosie: 

    Ma questo è un sentimento strano
    Cresciuto piano piano,

    Senza ragione, senza motivo
    Quell'azzurro interrogativo
    Ha sconvolto i miei pensieri
    senza farlo apposta è nato appena ieri:
    Una stretta del cuore,
    Un'antica forma d'amore:

    È un sentimento strano,
    Romantico, insolito, arcano

    È un amore che non conosci ancora
    È un amore che riconosco e riaffiora
    È l'amore che provai
    Quando avevo gli anni tuoi
    È l'amore di chi non sospetti
    L'amore impossibile, l'amore a denti stretti

    L'amore segreto e inquieto
    L'amore che non sai
    L'amore che non saprai mai
    L'amore che è nato in me
    E in me lui morirà
    Senza poter dire al mondo:
    Sono nato dagli occhi di A
    May 20

    Sogni che ritornano

    Mi era sembrato, avevo sperato...
     
     
    Invece ancora niente...
     
     
    Almeno sto trovando il tempo di contemplare il mare...
    May 17

    A che ora muoiono i sogni?

    Si dice che i sogni muoiano all'alba.
    Il mio è morto al tramonto, il tramonto di ieri.
     
     
    E forse sono morto anche io.
     
    May 16

    Come Zacinto per Ugo ___________________traduzione nei commenti

    Né più mai rivedrò dunque il tuo sorriso?
     
    Come le sponde s'allontanano
    dal naufrago nell'onde
     
    Così la notte mi coglie,
    impreparato insegnante,
    stupito discente di una giovinezza lontana
     
    So I shall know nothing more about you,
    I'll never see your smile shine again
    - Not to me, just to the life. 
     
    Maybe in some way I could look again to the world
    without your eyes,
    without your moves,
    without your shines. 
     
    For sure there's no willing to possess in me! - I cry -
    No! I just can't hold the sun!
    Nevertheless, I hope the sun be generous to me;
     
    For sure there's no willing to possess in me! - I sigh -
    No! I just can't stop the sun!
    Nevertheless, I hope the sun have mercy to me:
     
    Because there's not a bigger sorrow than to think
    that I'll see never more
    the sea in your eyes.
     
    But at the night's end
    that cruel dawn has to come.
     
    Today my heart will jump,
    the daytime will turn to the afternoon and my soul will go ahead;
    but I will rest, here,
    where mind stays and tricks,
    where the tomorrow never looks at me.
     
    Please, let me sit apart,
    in an ecstatic contemplation, 
    inspired by your little piece of sky on the earth:
     
    Neither now, nor ever,
    nor healthy, nor sick,
    I'll ever forget your polite eyes.
     
    May 15

    Smile!

    Il sorriso sincero
    dal profondo del cuore
     
    gli angoli della bocca
    che si tendono alle orecchie
     
    irrefrenabili
     
    contagiosi
     
    emozionanti
     
    commoventi
     
    gioia, allegria, simpatia:
     
    La vita è nel sorriso.

    O Captain! My Captain!

    Quando è uscito il film L'attimo fuggente (vedi anche IMDB) avevo quindici o sedici anni, l'età degli studenti protagonisti del film.

    Ma mentre i miei compagni e compagne sognavano di avere un professor Keating ad insegnare, io ho cominciato, dentro di me, nascostamente, a sognare di essere un professor Keating.

    Insegnare agli allievi - ai miei allievi - a pensare con la propria testa, a sviluppare in sé un senso del gusto, dell'estetica, dell'armonia; insegnare la contemplazione del bello, la tensione a raggiungerlo.

    E quando vedo la scena finale (O capitano, mio capitano...) - o anche solo ci ripenso, come ora - mi vengono i brividi, e sogno che un giorno una classe si congedi da me così.

    E poiché ho letto solo oggi, solo adesso, dopo quindici anni, la poesia di Whitman che così si intitola, di nuovo oggi mi scuoto di brividi e mi si bagnano gli occhi, pensando con fierezza al miglior corso che finora ho avuto il privilegio di condurre.